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Lezioni di Giardinaggio

Benvenuta primavera

Benvenuta primavera

By | Lezioni di Giardinaggio, News

È iniziata la primavera, la stagione più rigogliosa dell’anno: i fiori sbocciano, colorano e profumano le nostre giornate.

Il metodo migliore per dare il benvenuto alla primavera è quello di piantare fiori e piante, decorando i propri giardini, terrazzi e balconi.

E per decorare al meglio gli esterni della casa con i colori della primavera, ecco qui qualche consiglio da non perdere per scegliere le giuste piante e fiori da tenere in spazi esterni.

Quali sono i fiori che più si adattano alle temperature primaverili?

Al primissimo posto i Tulipani

 

Primavera: tulipani

 

Simbolo indiscusso della primavera sono i tulipani. C’è chi decide di piantarli e li compra recisi, e invece chi decide di coltivarli, e in questo caso i bulbi andavano piantati in autunno. Se non si è provveduto a piantarli per tempo, c’è sempre il prossimo autunno per integrare nuovi bulbi, magari di colori diversi, e creare una composizione originale e creativa.

 

Per non parlare delle splendide Gerbere

 

Primavera: gerbere

 

La gerbera è la variante più grande e colorata della margherita. Il suo punto forte è proprio il colore, ne esistono svariati tipi: viola, bianco, arancio, giallo e rosso.

Questo fiore è ideale per decorare i balconi e terrazzi in primavera. L’unico suggerimento per una buona coltivazione è prestare molta attenzione ai ristagni d’acqua che molto spesso rischiano di rovinarlo.

 

Come non citare le Begonie

 

Primavera: begonie

 

Tra le piante bulbacee da tenere in balcone durante la primavera, non possiamo non citare anche la begonia.

Qualche suggerimento per la coltivazione: è meglio piantarle in vasi tondi e bassi, prestando particolare attenzione all’annaffiatura, che deve essere piuttosto calibrata: le begonie sono un fiore molto delicato.

 

Nella nostra lista non potevano mancare le Primule

 

Primavera: primule

 

E per ultimi… i primi fiori a sbocciare in primavera: le primule, il cui nome, deriva proprio dalla precocità della loro fioritura.

Le primule iniziano a sbocciare già verso febbraio e marzo, e sono fiori che non necessitano di particolari attenzioni, in quanto solitamente nascono in modo spontaneo nei sottoboschi.

 

 

Dopo questi consigli, non ci resta altro che augurarvi buon giardinaggio: scegliete con cura i fiori per decorare i vostri spazi verdi, per rendere omaggio a questa rigogliosa stagione!

Piante perenni per decorare aree verdi

By | Lezioni di Giardinaggio

Per occupare al meglio queste giornate, ecco qualche spunto interessante per dedicarsi al giardinaggio fai da te, per abbellire al meglio le terrazze ed i balconi delle nostre case con piante perenni.

In effetti, per chi dispone di un terrazzo avere degli spazi verdi da vivere e curare è un vero e proprio toccasana.

Ci sono studi infatti, che certificano come le piante influiscano sul nostro benessere psico fisico, discostandoci dalla routine di tutti i giorni, e facendoci assaporare un oasi di pace, dei piccoli attimi di libertà dopo giornate frenetiche e movimentate.

 

Per piante perenni si intende una vasta categoria di erbacee capaci di vivere per anni, si definiscono quindi anche piante pluriennali. Queste piante sopravvivono per diversi anni, al contrario di quanto accade alle piante annuali e biennali, che con l’inverno tendono a disseccare.

 

Classificazione e tipi

Come tutte le erbacee non sono dotate di fusti legnosi. L’apparato radicale è composto da bulbi, rizomi e qualsiasi tipologia di radice che riesca a trattenere le sostanze nutritive.

Le parti aeree durante i mesi più freddi tendono ad avvizzire, ma le radici continuano a vivere, sviluppando nella primavera successiva una nuova germogliazione. A meno che non si tratti di specie sempreverde, tutta la parte aerea soccombe con l’arrivo del gelo invernale.

Generalmente si tratta di piante che crescono fino ad 1 metri di altezza e molto profumate.

 

Quali piante perenni per decorare le nostre aree verdi?

Ecco alcune piante perenni, che necessitano di pochissime accortezze, con cui decorare le vostre aree verdi. Tanti colori, profumi e strutture per rendere unico qualsiasi angolo.

  1. Erica

Erica è una graziosa pianta perenne a portamento cespuglioso, che appartiene alla famiglia delle Eircaceae. Per una giusta coltivazione questa pianta necessita di un balcone molto luminoso, ma che non riceve i raggi diretti del sole. In aggiunta, la pianta ha bisogno di essere irrigata in modo frequente.

 

 

  1. Rosmarino Prostrato

Il Rosmarino prostrato è una pianta profumata e di facilissima coltivazione. Nel periodo invernale è bene collocarlo in una zona riparata del balcone, mentre in genere vuole molto sole ed un terreno ben drenato.

 

  1. Lewisia

La Lewisia è una pianta dai fiori meravigliosi. E’ perfetta per balconi non troppo esposti al sole, ma è necessario tenerla al riparo da piogge invernali e non somministrare ulteriore acqua durante la stagione fredda.

 

  1. Lavanda stoechas

Questa bellissima e profumata pianta è una varietà di lavanda con rami argentati e molto fitti. E’ una pianta rustica, che sta bene al sole ma anche a mezz’ombra e necessita di frequenti irrigazioni.

 

  1. Diantus barbatus

Il diantus barbatus, anche conosciuto come garofano dei poeti, è una pianta perenne che produce semi in grandissime quantità, per cui nascono sempre nuovi esemplari. In primavera può essere direttamente esposta al sole, mentre d’estate sarebbe meglio metterla al riparo. Per quanto riguarda le irrigazioni, non devono essere troppo frequenti, in quanto la pianta sopravvive anche a periodi di siccità.

 

Come accostare diverse piante perenni?

Per ottenere un ambiente gradevole e stimolate per gli occhi è bene accostare in modo appropriato le diverse essenze. Le migliori combinazioni si ottengono sfruttando specifiche scale di cromie, abbinando ad esempio il rosso al rosa intenso o al rosa tenue, il blu all’azzurro.

Per dare invece un tocco di vivacità si può puntare sull’accostamento di colori complementari, che hanno la caratteristica di valorizzarsi vicendevolmente. Esempi che possono dare risultati eccellenti sono gli accostamenti di blu e giallo, giallo e viola, rosso e blu. Un bellissimo effetto, più delicato, si crea anche tra il blu (o lilla) e il rosa.

Il bianco può essere sempre inserito visto che si abbina alla perfezione ad ogni altro colore, regalando leggerezza e luminosità.

Infine il verde, il colore che domina in assoluto il giardino. Le sue diverse sfumature possono creare interessanti effetti dati anche dal susseguirsi di fogliami di forme e consistenze diverse che aggiungeranno movimento e leggerezza quando le corolle verranno a mancare.

 

Stella di Natale: origini e cura

By | Lezioni di Giardinaggio, News

 

Di sicuro durante le feste natalizie la Stella di Natale è entrata nelle vostre case. D’altronde è la pianta di Natale più regalata e che meglio di tutti riesce a creare la giusta atmosfera natalizia.

 

Un po’ di storia

La Stella di Natale si regala nel periodo natalizio non solo per i suoi colori, che senza dubbio richiamano l’atmosfera del Natale, ma anche perchè questa pianta è legata da antiche leggende.

Originaria delle zone del Messico, era considerata nella tribù azteca un fiore simbolo di purezza, il cui colore rosso intenso riportava alle gocce di sangue di una Dea morta per amore. Sempre un’altra leggenda messicana narra come molti secoli fa, durante la notte di Natale, in chiesa, una bambina molto povera desiderava dimostra il proprio amore a Gesù, ma non aveva i mezzi per farlo. Una voce però le suggerì di uscire e di raccogliere un fascio di sterpi ed erbe, che una volta depositate sull’altare, diventarono incantevoli stelle rosse.

L’amore che giace dietro questa pianta è arrivato sino in Italia. Oltre due secoli fa infatti, la Stella di Natale venne usata per adornare la Basilica di San Pietro. Da allora, secondo i dati ufficiali, ogni anno vengono vendute circa 20.000.000 esemplari.

Stella di Natale: cura

Di conseguenza, molti si chiedono: come curare al meglio la Stella di Natale? Come farla durare più a lungo?

Ecco qui qualche utile consiglio per preservare la pianta e farla sbocciare sempre più.

In primo luogo, è necessario disporre la pianta in un ambiente adatto per il suo sviluppo. E’ importante tenere sotto controllo le temperature. La Stella di Natale preferisce luoghi domestici freschi, scale e verande. Luoghi in cui l’aria non è troppo secca e la temperatura si aggira attorno ai 20°C.

Successivamente alle feste natalizie, durante il periodo primaverile, è consigliato spostare la Stella di Natale sulle scale, o in veranda, in ambienti più freschi, nei quali le temperature si aggirano attorno ai 15°C.

Durante la stagione estiva invece, temperature permettendo la Stella di Natale si sposta in giardino. In questa stagione, per garantire la sopravvivenza della pianta è necessario fornirla di un giusto apporto di sostanze nutritive, utilizzando un fertilizzante a base di fosforo e potassio.

Per quanto invece riguarda la frequenza di acqua di cui la Stella di Natale necessita, è necessario conferirle il giusto livello di umidità, annaffiandola quasi ogni giorno e ricordandosi di eliminare l’acqua in eccesso che si deposita nel sottovaso. In aggiunta, è conveniente utilizzare acqua senza calcare, al fine di non danneggiare la naturale colorazione del fogliame.

 

Grazie a questi consigli, in particolare facendo attenzione alla temperatura e alla necessità d’acqua della pianta, sarà più facile prendersi cura delle Stelle di Natale, e permetterle di permanere fino alla prossima stagione natalizia!

COME CURARE LE PIANTE AL RIENTRO DALLE VACANZE

By | Lezioni di Giardinaggio

Oggi vi daremo qualche consiglio su come curare le piante al rientro dalle vacanze. Cosa fare una volta tornati? Sicuramente le piante avranno sofferto la nostra mancanza, specie se la vacanza è stata lunga.

 

Le piante sono flosce, ingiallite e impolverate?

 

Nessun problema! Trovate qui una serie di consigli dei nostri giardinieri che si prendono cura dei giardini di Villa Necchi per rivitalizzare le nostre amate piante.

 

 

REIDRATARE LE PIANTE

La parola d’ordine al rientro dalle vacanze è reidratare le piante! Quando le piante stanno per lunghi periodi senza acqua non basta innaffiarle come facciamo abitualmente, hanno bisogno di una completa reidratazione. Immergiamole in una vasca colma d’acqua o riempiamo delle bacinelle e lasciamo le piante completamente in ammollo per almeno una mezz’ora. Riprendiamo le piante, facciamole scolare dall’acqua in eccesso e posizioniamole nei loro sottovasi. In questo modo le radici avranno il giusto apporto d’acqua e la zolla di terra sarà reidratata uniformemente.

 

ELIMINARE LE FOGLIE SECCHE LE PIANTE

Dopo avere ben reidratato le nostre piante procediamo a tagliare le foglie e i rami secchi. Questa operazione aiuterà la pianta a crescere più forte e rigogliosa e far germogliare nuovi rami e nuove foglie.

 

PULIRE LE FOGLIE

Prendiamo una bacinella colma d’acqua e aggiungiamo un paio di cucchiai di latte. Prendiamo  un panno, bagniamolo con la mistura, strizziamolo e passiamolo delicatamente sulla superficie delle foglie. Oltre ad eliminare la polvere, le foglie riceveranno un po’ di idratazione e ritorneranno verdi e brillanti. Grazie all’utilizzo del latte non avremo alcun residuo di calcare sulle foglie.

METTERE LE PIANTE ALLA LUCE

Spostiamo gradualmente le piante verso il sole, questa operazione le aiuterà a prendere maggior vigore; magari il primo giorno posizioniamole davanti a una finestra schermata con una tenda leggera, il secondo giorno apriamo le tende ed infine il terzo giorno spostiamole finalmente in pieno sole. Le piante sembreranno rinascere.

 

FERTILIZZARE LE PIANTE

Ad una settimana dal vostro rientro, è importante fertilizzare le piante con il prodotto adatto a ciascuna di loro, per ristabilire la giusta quantità di nutrimento necessario alla crescita. È preferibile continuare a fertilizzare le piante ogni settimana per un po’ di tempo. In questo modo le piante si riprenderanno completamente e torneranno in breve tempo ad essere verdissime e splendenti come prima della vostra partenza.

 

 

Compostaggio domestico: come farlo nel modo giusto

By | Lezioni di Giardinaggio

Chi possiede un giardino o un orto, anche di piccole dimensioni, sa bene quanti rifiuti verdi produca. Inoltre, nelle nostre case produciamo quotidianamente rifiuti biologici che riempiono ulteriormente i cassonetti. Il compostaggio permette di riutilizzare tutti questi rifiuti, convertendoli in materie prime per produrre terriccio umifero. L’umido prodotto dal consumo di cibo e gli scarti prodotti dalla pulizia e dalla cura del nostro giardino/orto diventano con il compostaggio ottimo concime.

Creare un circolo virtuoso di riciclo e riutilizzo, attraverso il compost domestico, serve ad abituarci a non sprecare e a superare lo stile di vita consumista. Dunque, è possibile riprodurre l’insegnamento della natura per cui nessuna fonte energetica viene sprecata. Anzi, ciò che muore diventa fonte di vita per un altro essere vivente.

Ma come fare compostaggio fai da te? Come smaltire i rifiuti organici nella compostiera? In che modo fare compost casalingo?

Che cosa è il compost?

I batteri, i microrganismi e i piccoli insetti, cibandosi di rami, foglie, erba, avanzi di cibo, bucce di frutta e verdura sviluppano e decompongono le sostanze organiche presente nei rifiuti. Dopo alcuni mesi questo materiale organico diventa una massa di microrganismi e sostanze nutritive chiamato compost. Una sostanza molto simile all’humus che si trova nel sottobosco, soffice e ricco di minerali e prezioso per le colture.

 Cosa mettere nella compostiera?

Per produrre un ottimo compost non basta mettere insieme indistintamente tutti i prodotti biodegradabili. Ci sono elementi più o meno adatti per la nostra compostiera. La selezione deve essere fatta in modo tale da favorire la produzione di funghi e la creazione di colonie di formiche, alleati importanti per formare un ottimo compost.
Quindi, ad esempio, vanno selezionati scarti di origine vegetale e non cotti. Tra la frutta e la verdura vanno evitati gli scarti di agrumi perché rallentano la formazione di funghi.

Ma vediamo più nel dettaglio un elenco di rifiuti adatti allo smaltimento nella compostiera domestica.

Cosa utilizzare:

  • Gli avanzi di cucina, residui della pulizia delle verdure, bucce…
  • Fondi di tè e caffè
  • Gusci d’uovo
  • Scarti del giardino e dell’orto, come legno di potatura, sfalcio dei prati, foglie secche, fiori appassiti, gambi…
  • Materiali biodegradabili, come carta non patinata, cartone, segatura e trucioli provenienti da legno non trattato

Non esagerare con:

  • Pane secco
  • Avanzi di cibo di origine animale
  • Cibi cotti (in piccole quantità, perché attrarrebbero insetti ed animali)
  • Foglie di piante poco degradabili (magnolia, lauroceraso, faggio, castagno, aghi di pino), li dovremo però miscelare con cura con altri materiali più degradabili

Evitare assolutamente:

  • Cenere di sigaretta
  • Agrumi
  • Tessuti
  • Vernici e altri prodotti chimici
  • Carta patinata (riviste)
  • Legno verniciato
  • Piante malate, ad esempio dopo una virosi o batteriosi, per evitare il rischio di contaminazione
  • Resti di piante trattate con insetticidi

Quali sono i tipi di compost?

Esistono diversi tipi di compostiera e quindi di tecniche di compostaggio. Tutto dipende dai nostri scopo, dal tempo che dedichiamo alle nostre aree verdi e dalla quantità di rifiuti, soprattutto verdi, che il nostro giardino produce.

Il cumulo è la soluzione migliore per chi possiede un giardino grande e ha la possibilità di costruire un cumulo per il compostaggio. In questo caso la zona, possibilmente rettangolare, verrà delimitata da una rete a maglie o da un graticcio. Infine il cumulo deve essere ricoperto da un telo in iuta o in tessuto non tessuto che limiterà l’esposizione ai raggi solari e alla pioggia.

Il composter è una campana generalmente di plastica dotata di due aperture: una superiore adibita all’inserimento del materiale da compostare e una laterale per prelevare il compost maturo o per controllare l’andamento del compostaggio. Questa tipologia di accumulo è adatto a chi possiede un giardino e un orto di modeste dimensioni.

Infine, per chi ha poco materiale da compostare o si ha a disposizione uno spazio ristretto è consigliabile utilizzare il bidone. Dotati di coperchio e opportunamente perforati, permettono un aereazione ideale del materiale da compostaggio.

In ogni caso è bene che i contenitori siano privi di fondo e che i rifiuti stiano direttamente a contatto con il terreno: in questo modo dal giardino migreranno nel compost lombrichi e altri insetti indispensabili per il processo di compostaggio.

Come utilizzare il compost?

In genere il compost è pronto per essere utilizzato dopo almeno 6-9 mesi. Prima di usarlo è bene setacciarlo. In agricoltura tradizionale viene utilizzato come vero e proprio concime per arricchire il terreno. Mentre in altri tipi di colture il compost domestico viene aggiunto al terreno originario. Altre volte ancora viene aggiunto ai concimi animali.

A prescindere dalle differenti tecniche di coltivazione, il compost rimane un materiale biologico, sano, ricco e a costo zero.

Trapiantare una pianta

By | Lezioni di Giardinaggio

 

Il trapianto è una delle operazioni di più comuni per tutti gli amanti del giardinaggio; si tratta di estrarre una pianta dal terreno, di un contenitore qualsiasi piuttosto che dal terreno del giardino, e metterla a dimora direttamente a terra oppure in un altro vaso di dimensioni maggiori.

Prima di attuare il trapianto è necessario prendere in considerazione diversi aspetti tra cui; lo stadio di sviluppo della pianta da trapiantare, il tipo di contenitore nel quale la metteremo a dimora piuttosto che il terreno e la zona del giardino dove la andremo a collocare.

Va precisato che, sebbene in alcuni casi non si possa fare a meno di trapiantare una coltura, ogni trapianto è un cambiamento importante e piuttosto traumatico per la pianta, soprattutto per il suo apparato radicale.

Quindi, abbiamo chiesto al nostro giardiniere che si prende cura dell’oasi di verde che circonda la Villa di svelarvi qualche trucco del mestiere per svolgere il trapianto al meglio.

 

 

Prima controllo dello stato

Controlla lo stato delle sue radici; se stanno uscendo dai fori di drenaggio del vaso il trapianto è assolutamente necessario, in quanto i fori sono ostruiti e si possono formare pericolosi ristagni d’acqua, nocivi per le radici e per la pianta in generale.

Scelta del luogo

Cerca il luogo più adatto per il trapianto; deve essere uno spazio privo di impedimenti alla crescita della pianta, come ad esempio recinzioni, strutture fisse o avvallamenti. Evitiamo di trapiantarla in prossimità di altre piante che potrebbero fare ombra o sottrarre il nutrimento dal terreno e scegliamo una zona con la giusta esposizione solare.

Se si tratta di una pianta da interni è opportuno trasferirla in un nuovo contenitore non appena terminata la stagione fredda, se invece si trova all’esterno è meglio aspettare l’avvio della bella stagione.

Nel caso in cui la pianta sia giovane il trapianto dovrebbe avvenire ogni anno sino al completamento del suo sviluppo, trascorso il tempo necessario l’operazione deve essere eseguita ogni due o tre anni.

Come procedere

Preparare la zona coprendo il fondo del nuovo vaso o il buco a terra con uno strato di materiale che faciliti il drenaggio e spargere sopra questo un substrato ricco e specifico per l’impianto che stiamo trapiantando.

Consigli dell’esperto

Presta particolare attenzione alle radici della pianta nella fase di rimozione dell’impianto dal sito. Se, le radici si trovano al di fuori dei fori di drenaggio del contenitore è necessario maneggiarle con cura districandole sino a farle uscire senza che si danneggino.

Se, invece, stiamo togliendo la pianta dal terreno per trasferirla in un altra zona, occorre rimuovere la terra intorno all’impianto per almeno 10 centimetri di raggio, in modo da essere certi di non staccare le radici durante l’estrazione. Anche in questo caso, se le radici appaiono aggrovigliate, è necessario districarle manualmente prima di mettere nuovamente a dimora la pianta.

Se il terreno è parecchio umido non occorre aggiungere acqua dubito dopo il trapianto, al contrario bisognerà bagnare la pianta, ma senza mai esagerare.

 

Se vuoi leggere i nostri consigli su come piantare sul tuo balcone delle piante aromatiche, clicca qui.

Coltivare erbe aromatiche sul balcone

By | Lezioni di Giardinaggio

 

Le erbe aromatiche sono ottime per insaporire i piatti, soprattutto in dieta quando i condimenti scarseggiano ed è preferibile ricorre a profumi e odori.

L’ ideale è averle sempre fresche, cogliendo le foglioline necessarie al momento dell’utilizzo e non è detto che questo sia un privilegio solo di chi ha un orticello o un giardino  perché, per fortuna, è possibile coltivarle anche sul balcone, una soluzione pratica e divertente.

Basilico, timo, rosmarino, menta, prezzemolo sono solo alcune della erbe aromatiche più apprezzate e utilizzate in cucina che si possono comodamente coltivare in vaso sul balcone senza particolari accortezze.

L’occorrente per avere il proprio orto casalingo è ridotto all’essenziale: vasi, terreno, semi o piantine, innaffiatoio. E’ sempre preferibile usare un vaso per ogni piantina perchè ognuna ha diverse esigenze di acqua.

Le erbe aromatiche hanno anche numerose proprietà benefiche per la salute, tanto da essere usate nella medicina tradizionale per calmare o curare alcuni fastidi e dolori. Scopriamo insieme come coltivarle sul balcone.

BASILICO

Iniziamo dall’erba aromatica per eccellenza, tra le più apprezzate e diffuse in cucina, ingrediente immancabile di molte preparazioni, ed è anche un ottimo rimedio per alcuni disturbi legati alla digestione (coliche, calmare la nausea), ha proprietà antisettiche e antispasmodiche.

Ama la luce del sole ma soffre sia il caldo molto forte che il gelo che ne fanno bruciare le foglie; ha bisogno di essere innaffiato spesso (ideale al mattino) e al momento della raccolta è bene scegliere le foglie più grandi. Se sulla piantina spuntano in cima dei fiori bianchi vanno potati per permettere alla pianta di cresce nuovamente forte e ricca di foglie.

La semina migliore è quella che va da febbraio a maggio. Il basilico tende a raggiungere anche altezze di 60 cm e per vederlo germogliare basta una sola settimana dalla semina. Aspettate almeno 1 mese per la raccolta.

SALVIA

La salvia è una pianta che cresce spontaneamente nella macchia mediterranea. La salvia è una delle spezie preferite in cucina tanto da avvalersi del titolo di “regina delle piante aromatiche”, ma viene utilizzata tanto anche per i suoi effetti positivi per la cura del corpo. Tra i principali:

  • antinfiammatorio
  • cicatrizzante
  • digestivo
  • battericida

La salvia può essere comodamente coltivata sul balcone delle nostre case usando solo sostanze naturali. Per quanto riguarda il clima, la salvia ama il sole e il caldo (le stagioni preferite sono settembre e ottobre per chi desidera avviare la semina). Si adatta ad ogni tipo di terreno ma non ama quelli con ristagni idrici. Anche il clima non deve mai essere umido.

Come si procede per la semina della salvia? Basta riporre i semini nei vasi rettangolari a distanza di 10 cm l’uno dall’altro. Le piantine di salvia vanno annaffiate solo quando il terreno del vaso è completamente asciutto. Per curare l’erba aromatica in modo efficace ricordate di travasarla nel passaggio di stagione (metterla in un vaso più grande ad inizio primavera).

ROSMARINO

Molto profumata, decorativa e soprattutto resistente il rosmarino si adatta bene ad ogni condizione infatti resiste bene al freddo dell’inverno. Va collocato nella zona più soleggiata del balcone e ha bisogno di poca acqua per cui è da annaffiare, quando il terreno è più asciutto; per favorire il drenaggio dell’acqua in eccesso si possono inserire dei cocci di terracotta sul fondo del vaso prima di versare il terriccio.

Il rosmarino è una pianta che cresce molto in altezza (può arrivare fino a 3 metri) per cui necessita di potatura anche se, utilizzandolo in cucina, si preleveranno naturalmente dei rametti. Tra le principali proprietà del rosmarino:

  • aiuta la digestione,
  • stimola l’appetito e la secrezione gastrica
  • calma la tosse

PREZZEMOLO

Non ci sono particolari difficoltà nella coltivazione del prezzemolo che cresce ovunque anche se ama la penombra e richiede un terreno umido; attenzione a contenerlo in un vaso singolo perchè tende ad invadere lo spazio delle altre erbe aromatiche. Molto simile al prezzemolo è il coriandolo. Presente per insaporire i piatti o al solo scopo decorativo il prezzemolo è ricco di proprietà:

  • diuretiche e depurative
  • aiuta a regolare la pressione
  • è ricco di vitamine
  • favorisce il flusso mestruale
  • stimola la sudorazione
  • stimola l’appetito
  • favorisce la digestione
  • aiuta flatulenza, mal di stomaco

Il prezzemolo cresce ovunque anche se ama la penombra e richiede un terreno umido; attenzione a contenerlo in un vaso singolo perchè tende ad invadere lo spazio delle altre erbe aromatiche.

MENTA

Rinfrescante e profumata la menta è facilissima da coltivare sul balcone tramite semi o per talea (si prende un rametto di menta, si immerge la base in un bicchiere d’acqua per far sviluppare le radici e poi si pianta nel terriccio). Come il prezzemolo anche la menta è “infestante” quindi va coltivata in un vaso senza altre erbe e piante; per contenere in qualche modo il suo sviluppo periodicamente vanno recise le infiorescenze.

La menta ha diverse proprietà benefiche:

  • spasmolitica
  • gastrointestinale
  • antisettica
  • tonica
  • antibatterica
  • mal di testa
  • nevralgie
  • rinfrescante
  • tonificante
  • purificante
 
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