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Villa Necchi

Pranzo “Le mie origini”

By | Eventi

Le mie origini


Villa Necchi propone un’imperdibile appuntamento guidato dall’esperienza gastronomica dello Chef Antonio Danise.

In questo pranzo “Le mie Origini” lo Chef rivisiterà le specialità napoletane della tradizione e del suo passato.

Vi aspettiamo domenica 7 marzo alle 12.30.

Lasciati conquistare dai piatti che ripercorrono le origini del nostro Chef.

Non mancare!

COME PRENOTARE

In seguito alle nuove disposizioni governative è obbligatoria la prenotazione, al fine di rispettare le normative vigenti.

Inoltre, è richiesto il pagamento anticipato dell’intero importo.

Per qualsiasi delucidazione in merito non esitare a contattarci!

PER INFO E
PRENOTAZIONI

E-mail: info@villanecchi.it
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Dolci di Carnevale: aneddoti e curiosità

By | News

Come celebrare al meglio questi giorni di Carnevale? Con i dolci di Carnevale… Allacciate il grembiule e mettetevi ai fornelli!

Tra stelle filanti, trombette e costumi, non possono di certo mancare dalle nostre tavole i dolci di carnevale, i più sfiziosi e golosi di tutte le feste.

Chiamati nei modi più disparati: chiacchiere, bugie, castagnole, frittelle, tortelli ed altri ancora, sono al centro dei desideri culinari di grandi e piccini!

Ma quale sarà la loro origine? I Dolci di Carnevale sono per la maggior parte fritti, proprio perché in passato, non esistevano frigoriferi o altri metodi di conservazione, ed in questo periodo era necessario utilizzare i cibi grassi avanzati dall’inverno e che non avrebbero resisto al caldo. Di conseguenza, nella società contadina, venivano utilizzate in questo periodo le provviste di strutto avanzate.

Vediamo ora nel dettaglio i più famosi dolci di Carnevale.

Chiacchiere… e voi come le chiamate?

 

Chiacchiere che vai…regione che trovi!

Chiacchiere è il nome più come, utilizzato a Milano, in alcune zone dell’Umbria, del Lazio, Molise, Puglia, Basilicata ma anche Campania, Calabri e Sicilia. In Liguria e Piemonte invece sono chiamata Bugie; Frappe a Roma e dintorni… e moltissimi altri nomi ancora.

Ma qual è l’origine di questi dolci? Secondo la storia, questi dolci, chiamati frictilia, si mangiavano durante i Saturnali dell’impero romano; ovvero il nostro Carnevale. Questi dolci erano molto semplici da cucinare e venivano realizzati in grandissime quantità. Si trattava di una preparazione piuttosto sostanziosa, fritta al tempo nello strutto, che precedeva i giorni di magra della Quaresima.

 

 

 

Frittelle per Carnevale

 

Altro dolce tipico di Carnevale sono sicuramente le frittelle: simbolo del Carnevale veneziano. Anche in questo caso, a seconda della regione in cui ci si trova, queste prendono un nome diverso: frittelle, tortelli, castagnole, zeppole e moltissimi altri nomi.

Ciò che li accomuna è però l’origine. Conosciute dai tempi dell’Antica Roma quando si celebravano le Liberalia, ossia i passaggi dei giovani romani all’età adulta. Questa festa prevedeva danze e festeggiamenti con vino e frittelle mielate di frumento.

 

Dolci di Carnevale

 

 

Dopo tutti questi aneddoti e curiosità non resta altro che mettersi ai fornelli o acquistare questi dolci sfiziosi e tipici della tradizione italiana, per gustare fino in fondo questi magnifici giorni di Carnevale, sperando che possano portare allegria e serenità!

 

Piante perenni per decorare aree verdi

By | Lezioni di Giardinaggio

Per occupare al meglio queste giornate, ecco qualche spunto interessante per dedicarsi al giardinaggio fai da te, per abbellire al meglio le terrazze ed i balconi delle nostre case con piante perenni.

In effetti, per chi dispone di un terrazzo avere degli spazi verdi da vivere e curare è un vero e proprio toccasana.

Ci sono studi infatti, che certificano come le piante influiscano sul nostro benessere psico fisico, discostandoci dalla routine di tutti i giorni, e facendoci assaporare un oasi di pace, dei piccoli attimi di libertà dopo giornate frenetiche e movimentate.

 

Per piante perenni si intende una vasta categoria di erbacee capaci di vivere per anni, si definiscono quindi anche piante pluriennali. Queste piante sopravvivono per diversi anni, al contrario di quanto accade alle piante annuali e biennali, che con l’inverno tendono a disseccare.

 

Classificazione e tipi

Come tutte le erbacee non sono dotate di fusti legnosi. L’apparato radicale è composto da bulbi, rizomi e qualsiasi tipologia di radice che riesca a trattenere le sostanze nutritive.

Le parti aeree durante i mesi più freddi tendono ad avvizzire, ma le radici continuano a vivere, sviluppando nella primavera successiva una nuova germogliazione. A meno che non si tratti di specie sempreverde, tutta la parte aerea soccombe con l’arrivo del gelo invernale.

Generalmente si tratta di piante che crescono fino ad 1 metri di altezza e molto profumate.

 

Quali piante perenni per decorare le nostre aree verdi?

Ecco alcune piante perenni, che necessitano di pochissime accortezze, con cui decorare le vostre aree verdi. Tanti colori, profumi e strutture per rendere unico qualsiasi angolo.

  1. Erica

Erica è una graziosa pianta perenne a portamento cespuglioso, che appartiene alla famiglia delle Eircaceae. Per una giusta coltivazione questa pianta necessita di un balcone molto luminoso, ma che non riceve i raggi diretti del sole. In aggiunta, la pianta ha bisogno di essere irrigata in modo frequente.

 

 

  1. Rosmarino Prostrato

Il Rosmarino prostrato è una pianta profumata e di facilissima coltivazione. Nel periodo invernale è bene collocarlo in una zona riparata del balcone, mentre in genere vuole molto sole ed un terreno ben drenato.

 

  1. Lewisia

La Lewisia è una pianta dai fiori meravigliosi. E’ perfetta per balconi non troppo esposti al sole, ma è necessario tenerla al riparo da piogge invernali e non somministrare ulteriore acqua durante la stagione fredda.

 

  1. Lavanda stoechas

Questa bellissima e profumata pianta è una varietà di lavanda con rami argentati e molto fitti. E’ una pianta rustica, che sta bene al sole ma anche a mezz’ombra e necessita di frequenti irrigazioni.

 

  1. Diantus barbatus

Il diantus barbatus, anche conosciuto come garofano dei poeti, è una pianta perenne che produce semi in grandissime quantità, per cui nascono sempre nuovi esemplari. In primavera può essere direttamente esposta al sole, mentre d’estate sarebbe meglio metterla al riparo. Per quanto riguarda le irrigazioni, non devono essere troppo frequenti, in quanto la pianta sopravvive anche a periodi di siccità.

 

Come accostare diverse piante perenni?

Per ottenere un ambiente gradevole e stimolate per gli occhi è bene accostare in modo appropriato le diverse essenze. Le migliori combinazioni si ottengono sfruttando specifiche scale di cromie, abbinando ad esempio il rosso al rosa intenso o al rosa tenue, il blu all’azzurro.

Per dare invece un tocco di vivacità si può puntare sull’accostamento di colori complementari, che hanno la caratteristica di valorizzarsi vicendevolmente. Esempi che possono dare risultati eccellenti sono gli accostamenti di blu e giallo, giallo e viola, rosso e blu. Un bellissimo effetto, più delicato, si crea anche tra il blu (o lilla) e il rosa.

Il bianco può essere sempre inserito visto che si abbina alla perfezione ad ogni altro colore, regalando leggerezza e luminosità.

Infine il verde, il colore che domina in assoluto il giardino. Le sue diverse sfumature possono creare interessanti effetti dati anche dal susseguirsi di fogliami di forme e consistenze diverse che aggiungeranno movimento e leggerezza quando le corolle verranno a mancare.

 

San Valentino

By | Eventi, Non categorizzato

San Valentino


Villa Necchi vi aspetta domenica 14 Febbraio dalle ore 12.30 per festeggiare San Valentino con un pranzo romanticissimo e ricco di gusto, in una location che vi farà sentire come a casa.

Concediti un pranzo all’insegna del gusto e del romanticismo!

Non mancate!

In accordo con le normative vigenti è richiesta la prenotazione ed il pagamento anticipato dell’intero importo.

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Un territorio ricco di storia

By | News

Villa Necchi alla Portalupa si trova in un territorio ricco di storia, fascino e cultura: Gambolò.

Le origini

Le origini di Gambolò sono antichissime. Infatti, già attorno al 5000 a.C erano presenti sul territorio alcune popolazioni. La nascita della cittadina si attesta invece attorno al 218 a.C, data in cui Annibale discese le Alpi. In questo periodo, il console romano Publio Cornelio Scipione, per contrastare i cavalieri di Annibale, decise di mandare in Lomellina, ottomila dei suoi combattenti. E questi si scontrarono nella Battaglia del Ticino.

I romani crearono durante il loro soggiorno nel territorio un campo militare. In seguito, il campo venne usato per fondare la vera e propria cittadina. Il nome con cui primariamente questa fu chiamata era “Campus Latus”, un vero e proprio campo militare, formato da quattro lati protetti e quattro porte d’accesso. La “Porta Pretoriana”, oggi nell’attuale Via Mazzini; la “Porta Decumana” in corso Garibaldi, la “Porta Dextra” in Corso Umberto I e la “Porta Sinixtra” nell’attuale Corso Vittorio Emanuele. Oltre alle porte vi era il Forum, dove le quattro strade principali si incrociavano. Oggi, rimangono solo tre delle quattro porte che contrassegnavano i limiti della geometrica struttura urbana costruita dai romani.

 

Il Castello

Il Castello è uno dei monumenti storici artistici più importanti di Gambolò. Caratterizzato soprattutto dall’ingresso principale in stile barocco, porta ancora le insegne del casato cui è dovuta la costruzione. Nell’ala seicentesca del palazzo è ospitato il Museo Archeologico Lomellino, dove è possibile anche trovare significativi reperti della presenza umana in Lomellina dal 5500 al 25 a.C.

 

 

All’esterno invece, seguendo la cintura muraria esterna, si incontra, sul lato sud, la torre centrale, ora tonda, come pure tonde sono la torre all’angolo sud-occidentale e la successiva intermedia sul lato nord-orientale.

Altri monumenti

Cuore pulsante del paese è la piazza principale dove prospettano eleganti edifici e la Chiesa parrocchiale, versione adattata e ampliata della più antica chiesa di San Gaudenzio.

Tra gli altri monumenti degni di notevole interesse emerge la chiesa di Sant’Eusebio, il monumento più vetusto di Gambolò: venne innalzata tra il V e il VI secolo sopra un tempio romano dedicato a Minerva.

 

La bellezza e la storia che caratterizzano la cittadina di Gambolò continuano e… Sperando di ritornare presto ad incontrarci, soggiornando a Villa Necchi avrete la possibilità di visitare questa meravigliosa cittadina ricca di cultura.

Inverno: tra arte e bellezza

By | News

La stagione dell’inverno ci fa pensare a colori freddi e cupi, al buio, al sole che in alcune giornate proprio non si vede. Pensiamo ad una tavolozza di colori bianchi, grigi e marroni. Ma spesso, inaspettatamente, anche questa stagione ci offre una varietà di sfumature infinite.

Infatti, in inverno ci sono dei giorni, in cui il cielo è limpido, il sole risplende e il freddo è così intenso da gelare ogni cosa. E la natura ci offre dei paesaggi glaciali, unici, magici.

Se si dovesse descrivere l’inverno con un colore, questo sarebbe il bianco. Il bianco argenteo come la corteccia di Betulla, che nei giorni in cui l’aria appare pulita e limpida, ci fa apprezzare la bellezza della natura, del freddo, del gelo. D’altronde i colori invernali sono netti, definiti e splendenti. Come se fossero ricoperti di una patina trasparente che li rende ancora più luccicanti.

Quale modo migliore dell’arte per rappresentare al meglio i colori, l’atmosfera e l’incanto di questa stagione. Infatti, l’inverno è stato dipinto e rappresentato in diversi modi da moltissimi dei più grandi artisti. Ecco alcune delle opere d’arte che rappresentano la magia dei colori invernali.

 

La Gazza, di Claude Monet

Oggi conservato al Musée d’Orsay di Parigi, nel paesaggio innevato dipinto da Monet en plein air nel 1868, spunta una gazza appollaiata su un cancelletto in legno, inondata dalla luce del sole. Guardando questo meraviglioso e realistico paesaggio si ha l’impressione di sentire il rumore della neve che scricchiola sotto i nostri piedi, e il profumo elettrizzante di una mattinata invernale.

 

Sopra Vitebsk, di Marc Chagall

Oggi esposto all’Art Gallery of Ontario di Toronto, il dipinto del 1914 di Chagall esalta i colori di una magica giornata invernale. Si tratta di una rappresentazione fiabescadolce e romantica che ci permette di volare, come il protagonista del quadro, tra i nostri pensieri.

 

Castagni a Louveciennes, di Camille Pissarro

L’opera impressionista di Pisarro, che si trova anch’essa al Musée d’Orsay di Parigi, pone particolare attenzione all’utilizzo dei colori e della luce, grazie al particolare contrasto tra il bianco del paesaggio innevato e il rosso maestoso della villa.

 

Pur suscitando emozioni e ricordi diversi, il bianco argenteo, limpido e chiaro, ricorrente in ogni quadro, è la chiave dell’inverno. Una stagione che, come dimostrato, non evoca necessariamente colori cupi e tristi, ma lucenti e limpidi.

 

Stella di Natale: origini e cura

By | Lezioni di Giardinaggio, News

 

Di sicuro durante le feste natalizie la Stella di Natale è entrata nelle vostre case. D’altronde è la pianta di Natale più regalata e che meglio di tutti riesce a creare la giusta atmosfera natalizia.

 

Un po’ di storia

La Stella di Natale si regala nel periodo natalizio non solo per i suoi colori, che senza dubbio richiamano l’atmosfera del Natale, ma anche perchè questa pianta è legata da antiche leggende.

Originaria delle zone del Messico, era considerata nella tribù azteca un fiore simbolo di purezza, il cui colore rosso intenso riportava alle gocce di sangue di una Dea morta per amore. Sempre un’altra leggenda messicana narra come molti secoli fa, durante la notte di Natale, in chiesa, una bambina molto povera desiderava dimostra il proprio amore a Gesù, ma non aveva i mezzi per farlo. Una voce però le suggerì di uscire e di raccogliere un fascio di sterpi ed erbe, che una volta depositate sull’altare, diventarono incantevoli stelle rosse.

L’amore che giace dietro questa pianta è arrivato sino in Italia. Oltre due secoli fa infatti, la Stella di Natale venne usata per adornare la Basilica di San Pietro. Da allora, secondo i dati ufficiali, ogni anno vengono vendute circa 20.000.000 esemplari.

Stella di Natale: cura

Di conseguenza, molti si chiedono: come curare al meglio la Stella di Natale? Come farla durare più a lungo?

Ecco qui qualche utile consiglio per preservare la pianta e farla sbocciare sempre più.

In primo luogo, è necessario disporre la pianta in un ambiente adatto per il suo sviluppo. E’ importante tenere sotto controllo le temperature. La Stella di Natale preferisce luoghi domestici freschi, scale e verande. Luoghi in cui l’aria non è troppo secca e la temperatura si aggira attorno ai 20°C.

Successivamente alle feste natalizie, durante il periodo primaverile, è consigliato spostare la Stella di Natale sulle scale, o in veranda, in ambienti più freschi, nei quali le temperature si aggirano attorno ai 15°C.

Durante la stagione estiva invece, temperature permettendo la Stella di Natale si sposta in giardino. In questa stagione, per garantire la sopravvivenza della pianta è necessario fornirla di un giusto apporto di sostanze nutritive, utilizzando un fertilizzante a base di fosforo e potassio.

Per quanto invece riguarda la frequenza di acqua di cui la Stella di Natale necessita, è necessario conferirle il giusto livello di umidità, annaffiandola quasi ogni giorno e ricordandosi di eliminare l’acqua in eccesso che si deposita nel sottovaso. In aggiunta, è conveniente utilizzare acqua senza calcare, al fine di non danneggiare la naturale colorazione del fogliame.

 

Grazie a questi consigli, in particolare facendo attenzione alla temperatura e alla necessità d’acqua della pianta, sarà più facile prendersi cura delle Stelle di Natale, e permetterle di permanere fino alla prossima stagione natalizia!

Segnaposti natalizi per una tavola accogliente e magica

By | La magia del Natale, News

Ormai è tutto pronto al Natale… Manca una settimana!

Abbiamo comprato i regalidecorato l’albero di Natale, deciso il menù, e la tavola è quasi pronta… bisogna solo assegnare i posti. E come farlo in modo creativo e originale?

Creando dei segnaposti natalizi fai da te!

Per ricreare una calda atmosfera di festa per allietare la nostra casa si possono creare dei simpatici segnaposti natalizi che ci aiuteranno ad assegnare ad ogni ospite il proprio posto.

La cena o il pranzo di Natale, infatti, è un momento molto importante per tutta la famiglia: la magia, l’allegria e il calore natalizio si sprigionano attorno ad una tavola imbandita e accogliente. Ecco, quindi, alcune idee semplici e fai da te per ricreare al meglio l’atmosfera natalizia, anche a tavola.

Palline di Natale come segnaposto

Un’idea tradizionale ma colorata è quella di utilizzare le palline di Natale come segnaposto. Per la loro creazione è necessario applicare una molletta al cordoncino della pallina a cui verrà poi fissato un cartoncino, del colore che si preferisce, con il nome dell’invitato. Per una pallina ancora più natalizia, decorarla con un nastrino o fiocchetto rosso può essere un’altra idea!

Pigna come segnaposto

Per creare delle fantastiche pigne come segnaposto, è necessario disporre solamente di pigne, cartoncino e del nastro adesivo trasparente. Disponiamo una pigna per ogni commensale, creiamo poi dei piccoli riquadri con il cartoncino, nei quali verrà poi scritto il nome dell’invitato e infine basterà applicare il cartoncino sul vertice della pigna, aiutandosi con del nastro adesivo trasparente.

Alberelli come segnaposto

Un’idea originale è scegliere gli alberelli come segnaposto. L’occorrente che vi servirà per la loro realizzazione è il seguente: cartoncino verde, anche con diverse fantasie e cotone. Il primo passo per la creazione è scrivere il nome del commensale nel cartoncino, per poi arrotolarlo e formare un cono, nel quale vertice si potranno poi applicare dei batuffoli di cotone, per ricreare “un alberello innevato”.

Segnaposto con la cannella

Un’altra idea originale e profumata è quella di creare dei segnaposti con i bastoncini di cannella. Questi segnaposti si creeranno i pochissimi minuti. L’unico passo da fare è inserire il cartoncino con il nome del commensale nella fessura del bastoncino di cannella. Quest’idea semplice e profumata darà alla vostra tavola un piccolo tocco di magia!

 

Pranzo di Natale

By | Eventi

Pranzo di Natale
presso Villa Necchi alla Portalupa


Villa Necchi vi aspetta il 25 Dicembre alle ore 12.30 per trascorrere insieme il pranzo di Natale e per degustare le deliziose proposte culinarie dello Chef Antonio Danise.

Lasciati conquistare dalla magia del pranzo natalizio di Villa Necchi e dall’incantevole location, che vi farà sentire come a casa.

Non mancare, ti aspettiamo!

Ricordiamo che è obbligatoria la prenotazione entro martedì 22 dicembre, ed è previsto il pagamento anticipato dell’intero importo.

Ricordiamo inoltre che l’evento si svolgerà nel pieno rispetto delle normative e garantendo la massima sicurezza.

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I dolci natalizi della tradizione

By | La magia del Natale, News

È iniziato il conto alla rovescia, ormai il Natale è alle porte!

Passeggiando per le strade ricolme di luci e decorazioni ormai si respira l’atmosfera natalizia, ormai ci siamo, il Natale sta arrivando! Ma state già pensando a come organizzare il pranzo? Ma soprattutto… a come concluderlo? Quali dolci natalizi proporre?

In effetti il Natale è anche un’occasione per gustare le tradizionali prelibatezze, soprattutto i dolci natalizi, ma anche per osare in cucina, sperimentando la preparazione di nuove dolci creazioni… e tentazioni!

Nonostante siamo abituati a degustare piatti e dolci tradizionali, quando li assaggiamo il giorno di Natale, ci sembrano diversi, nuovi, dal sapore unico e squisito, proprio perché evocano sentimenti e ricordi, alimentando anche il nostro senso di appartenenza.

Proprio per riuscire ad abbracciare tutti in questo difficile periodo, seppur distanti, vogliamo cercare di evocare ricordi ed emozioni, presentando i diversi dolci tipici regione per regione, proprio perché ogni paese e territorio ha un proprio piatto, che conserva tradizione ed anni di storia.

Valle d’Aosta

Il dolce tipico natalizio della Valle d’Aosta è la Micoòula, una pagnotta dolce di segale e frumento con castagne, fichi secchi, uvetta e scaglie di cioccolato fondente, che dal giorno dell’Immacolata, diventa alimento simbolo di tutto il periodo natalizio.

Piemonte

Nel Piemonte troviamo il tronchetto di Natale, o buche de Noel, un dolce natalizio a forma di tronco ricoperto solitamente di cioccolato o crema di caffè e riempito di marmellata. Si ispira a un’antica leggenda, ossia quella di bruciare nel camino un grosso ceppo considerato benaugurale per il nuovo anno.

Liguria

In Liguria il dolce natalizio più amato è il pandolce, una soffice focaccia ripiena di canditi ed uvetta, sempre presente sulle tavole liguri per tutto il periodo delle feste natalizie, per essere gustato in qualsiasi momento della giornata.

Lombardia

In Lombardia ci sono molteplici dolci natalizi… diciamo che la regione può vantare il primato per l’invenzione dei dolci natalizi! Ogni città ha un dolce tipico: a Milano il Re indiscusso è il panettone, in provincia di Cremona c’è invece il torrone, in Brianza il tipico Pantramvai, in Valtellina la Bisciola… e molti altri ancora!

Trentino Alto Adige

Zelten è il nome del dolce tipico natalizio trentino, originario del Sud Tirol. Il nome, infatti, probabilmente deriva dal tedesco selten, che significa raramente, volto ad indicare l’occasione speciale della sua preparazione: il periodo natalizio. Il dolce è una torta con frutta secca, uvetta, cannella e canditi.

Friuli Venezia Giulia

In Friuli Venezia Giulia, in particolare nelle Valli del Nastione, troviamo la gubana, un tipico dolce natalizio a forma di chiocciola, del diametro di circa 20 cm, cotto al forno, a base di pasta dolce lievitata, con un ripieno di noci, uvetta, pinoli, zucchero, grappa e scorza grattugiata di limone.

Veneto

Il Veneto è la patria del Pandoro, dolce di origine veronese apprezzato in tutto il mondo. Il Pandoro è un dolce ricco di storia, aneddoti e leggende, ma la nascita ufficiale è il 14 Ottobre 1884, giorno in cui Domenico Melegatti depositò all’ufficio brevetti questo dolce, caratterizzato da un impasto morbido e gustoso.

Emilia-Romagna

In questa regione si prepara il Panone di Natale, dolce natalizio tipico delle comunità bolognesi e di provincia. Questo dolce si prepara con ingredienti semplici e poveri: mostarda di mele cotogne, fichi secchi, cioccolato e miele.

Toscana

La Toscana è la regione del Panforte, dolce natalizio che ha origini molto antiche: le prime testimonianze scritte risalgono all’anno Mille. Questo dolce viene prodotto da forno basso e morbido, ripieno di frutta candita, mandorle e spezie.

Lazio

Il dolce tipico natalizio laziale è il Pangiallo, nome che deriva dalla sua colorazione dorata, che si forma durante la cottura in forno. Il dolce è il risultato id un impasto di farina, frutta secca, miele e cedro candito.

Umbria

In Umbria troviamo il torciglione, un dolce a base di mandorle, che prende il nome dalla sua forma: a spirale, spesso decorata come se fosse il serpente e preparato soprattutto in occasione delle feste di Natale.

Marche

Il Frustingo è il dolce natalizio marchigiano per eccellenza. Si narra infatti, che questo sia il più antico dolce di Natale, al punto d’essere più remoto ancora del Natale stesso, e che la sua ricetta sia passata dalle mani etrusche a quelle picene. La ricetta classica prevede un composto di pane, al quale vengono aggiunti fichi secchi, mosto cotto, frutta secca, cioccolato e spezie.

Abruzzo

In Abruzzo c’è il classico Parrozzo, un dolce dalla forma semisferica. Questo dolce natalizio si crea con un impasto di granoturco, al quale si aggiungono mandorle, dolci e amare, e una copertura di finissimo cioccolato fondente.

Molise

Il Molise è la terra dei Caragnoli, dolci tipici a forma di elica preparati con farina, uova e olio, poi fritti e ricoperti di miele.

Puglia

Le Cartellate sono i dolci tipici pugliesi. Si tratta di sottili sfoglie di pasta ottenuta con farina, olio e vino bianco, lavorate a forma di rosa, fritte in abbondante olio e guarnite con miele o mosto.

Campania

In Campania invece si preparano gli Struffoli. Il termine deriverebbe dal greco strongoulos, ossia arrotondato e pristòs, che significa tagliato. Gli struffoli sono infatti palline di palline di pasta dolce, fritte e poi intinte nel miele, decorate con confettini colorati e frutta candita.

Basilicata

In Basilicata troviamo i calzoncelli fritti, dolce che a Natale non può assolutamente mancare. Sono tegolini di pasta sfoglia realizzati con la farina di grano, chiusi a fagottino e ripieni di crema di castagne o ceci. Dopo averli fritti, si coprono con dello zucchero a velo oppure con del miele.

Calabria

In Calabria si mangiano i Cannarituli. Il termine deriva da canna o cannolo, ovvero l’apposito utensile utilizzato per avvolgere la pasta. Infatti, questi dolcetti hanno la forma di piccoli cannoli e vengono poi decorati con il miele d’api.

Sicilia

La Sicilia è portatrice di numerosi dolci natalizi, tra i quali si ricorda indubbiamente il Torrone. Chiamato Cubbaita, è fatto con le mandorle, le nocciole o i pistacchi. Ed è un dolce che vanta un antichissima tradizione, a base di zucchero, miele e mandorle, o sesamo.

Sardegna

Infine, la Sardegna. Qui si prepara il Pan’e Saba, ovvero il Pane di Sapa. Ogni zona della Sardegna ha la sua ricetta tradizionale, e viene arricchito con prodotti locali come noci, nocciole, uva passa, e aromi come scorza di limone o arancia e semi d’anice.

 

Il periodo natalizio è un’opportunità per evocare ricordi, emozioni e per spolverare le ricette della tradizioni e tramandarle alle generazioni future. Con la speranza che quest’articolo abbia acceso in voi l’atmosfera natalizia e la voglia di mettersi ai fornelli per prepararsi al meglio al Natale!

 
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